9 falsi miti sui vegani da sfatare

I vegani sono degli hippy denutriti che fanno terrorismo psicologico a chiunque non condivida le loro idee. Ma è davvero così?

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Quante volte durante i miei sette anni di vegetarianismo mi è capitato di pensare che i vegani fossero fautori di un estremismo ingiustificato! Non che li considerassi dei pazzi psicolabili, essendo io stessa contraria al consumo di carne e quindi simpatizzando per loro da questo punto di vista, ma il mio parere sul mondo vegan era pressoché affiliato a quello degli “onnivori”. La miriade di pagine Facebook sfottò, il cinema, la televisione, i giornalisti (pensate a quante volte nei telegiornali si sente parlare di genitori vegani che affamano i figli e li mandano in ospedale): tutti sembravano concordi nel definire il veganismo una setta religiosa da cui tenersi a distanza. Fino a pochi anni fa, forse addirittura pochi mesi, l’idea che un giorno avrei cambiato completamente opinione a riguardo non mi avrebbe mai attraversato la mente. Mi bastava il mio vegetarianismo, una perfetta via di mezzo tra i due estremi. Perché dunque il mio punto di vista è cambiato così drasticamente in così poco tempo? Semplice: mi sono informata, e ho scoperto che i vegani non sono così matti come vengono dipinti. Poiché sono diventata parte di questa “setta”, ho deciso di scrivere una lista di bufale sul veganismo, per fare un po’ di chiarezza sul mistero che circonda i vegani e il loro stile di vita apparentemente così “estremo”.

I vegani amano più gli animali delle persone.

Considerare gli animali degli esseri senzienti, meritevoli di rispetto e compassione esattamente come gli esseri umani, è davvero così fuori dal normale? Moltissime persone, vegani od onnivori che siano, convivono ogni giorno con animali domestici e li considerano parte della propria famiglia. La maggior parte degli esseri umani è in grado di instaurare una profonda connessione con gli animali, ed è questo il motivo principale per cui quando vengono mostrate immagini (anche di finzione, come nei film) di animali maltrattati, tanti provano una profonda repulsione. Se i mattatoi fossero a cielo aperto, pochi avrebbero il coraggio di acquistare carne.

I vegani si credono superiori agli altri.

La ragione per cui i vegani vengono definiti “predicatori”, saputelli o esibizionisti sta nel fatto che la causa di cui si sono fatti promotori è una questione di vita o di morte. Cambiare il proprio stile di vita e passare da una dieta onnivora a una dieta 100% vegetale può non soltanto risparmiare la vita a miliardi di animali ogni anno (sì, esatto: stiamo parlando di miliardi di animali uccisi ogni anno, quindi potete immaginare quante risorse vengono impiegate per crescerli e ingrassarli prima che finiscano al macello!), ma anche salvare foreste e oceani, porre fine alla fame nel mondo e persino migliorare la salute individuale. Il veganismo porta benefici su ogni fronte, ecco perché i vegani ci tengono così tanto a farvelo sapere!

I vegani sono estremisti.

Può capitare di trovare il vegano antipatico che giudica tutto e tutti (persino tra vegani possono nascere faide!), così come può succedere di trovare l’onnivoro arrogante che improvvisamente si trasforma in un esperto di nutrizione. Personalmente, non mi è mai capitato di imbattermi nel primo esemplare, mentre il secondo ha spesso incrociato il mio cammino di vegetariana. I vegani non sono tutti incattiviti e soprattutto non sono perfetti: l’obiettivo del veganismo è ridurre al minimo la sofferenza animale, senza la pretesa di eliminarla del tutto. Se ci pensate, una missione del genere sarebbe impossibile, perché il dolore è qualcosa che elude il controllo umano. Per quanto mi riguarda, attualmente possiedo ancora abiti e cosmetici non vegani, e mi è capitato più volte di mangiare derivati animali (e persino carne, mannaggia) a causa di sviste e mancanza di attenzione. Non per questo mi considero meno “vegana”. Abbracciare questo stile di vita non implica che da un giorno all’altro si debba gettare via tutto quello che già si possiede! Sarebbe uno spreco assurdo e insensato, e a mio parere sarebbe anche una mancanza di rispetto nei confronti degli animali che hanno sofferto. In aggiunta, il mio amore per gli animali e la mia avversione nei confronti della violenza non mi rendono una vittima sacrificale che si immola per nutrire tutte le zanzare del mondo in estate. Non mi vedrete mai con la lente di ingrandimento puntata verso il suolo per la paura di calpestare qualche formica innocente!

I vegani si privano della gioia del cibo e non possono mangiare niente.

Facciamo chiarezza una volta per tutte: vegetariani e vegani non è che “non possono” mangiare carne e derivati animali, semmai “non vogliono” mangiarli. I vegani non sono dei monaci che hanno scelto l’astensione dal piacere. Più semplicemente, provano repulsione per ciò che va contro i loro principi, senza considerare che a lungo andare animali e derivati animali smettono di essere alimenti ai loro occhi. La gioia del cibo è un concetto astratto e molto relativo, poiché ciò che viene considerato una bontà da qualcuno, agli occhi di qualcun altro potrebbe essere ripugnante (pensate ai cani consumati al festival di Yulin, o alle rane e agli insetti… a noi risulta difficile pensare che siano ritenuti delle prelibatezze, eppure è così!). La nostra società è talmente abituata alla carne e ai derivati animali che ormai fatica a concepire un pasto che non abbia questi componenti. Siamo giunti a livelli in cui cereali, verdure, funghi, frutta e legumi, anziché essere visti come elementi di punta di un piatto, si fanno solo una comparsata e vengono relegati al ruolo secondario di contorni. “Sei vegana? E che mangi? Non potevi aspettare ancora un po’ prima di diventare vegana, così potevi sperimentare con il cibo?” La verità è che ogni vegano può garantire di avere iniziato a sperimentare proprio dopo essere passato a una dieta vegetale. Carne e derivati animali sono comfort food, sono già pronti da impiattare. Al contrario, la varietà estrema e spiazzante del mondo vegetale costringe a pensare in modo attivo a cosa mangiare e a come abbinare al meglio i sapori e i nutrienti. Avete mai assaggiato il topinambur? Il tempeh? Il bulgur? In ultimo, da vegetariana sostenevo che non sarei mai riuscita a rinunciare al gelato, ma poi ho scoperto che i gelati a base d’acqua e di bevande vegetali come soia, mandorla, riso e nocciola sono anche più buoni!

I vegani sono deperiti e gracilini.

Una salute di ferro è garantita da una dieta sana ed equilibrata. Ecco perché, che si parli di vegani o di onnivori, quando non vengono assunti i nutrienti nelle giuste quantità il meccanismo si inceppa. I vegani possono essere deperiti perché non assumono calorie a sufficienza, ma possono essere persino in sovrappeso perché magari si abbuffano di schifezze e trascurano gli alimenti naturali e l’esercizio fisico. Dipende tutto da quello che si mangia e da come lo si mangia, e lo sanno benissimo gli innumerevoli atleti che hanno deciso di passare a una dieta 100% vegetale con risultati eccellenti. Per fare qualche nome famoso: le sorelle Venus e Serena Williams, Carl Lewis, la maratoneta Fiona Oakes, il body-builder Patrick Baboumian, i pugili Keith Holmes e David Haye.

I vegani devono stare attenti a come mangiano perché la dieta vegana è pericolosa e manca di nutrienti.

“Ma le proteine da dove le prendi? E il calcio? E il ferro?” Risposta: dall’insalata. I nutrienti che dovrebbero essere i componenti essenziali di ogni dieta sono proprio quelli vegani, provenienti da verdure, frutta, cereali e legumi. Viceversa, carne, uova, latte e derivati dovrebbero essere consumati con moderazione – se non evitati, come la carne rossa – e ciò è stato appurato da medici e specialisti di nutrizione. L’unica cosa a cui un vegano dovrebbe prestare attenzione è il raggiungimento del giusto numero di calorie giornaliere, dato che frutta e verdura sono alimenti che riempiono di nutrienti essenziali (e riempiono anche lo stomaco) ma hanno un minore apporto calorico rispetto a quello fornito da carne, formaggi e uova.

I vegani sono degli hippy fricchettoni.

Spesso alla dicitura “vegano” viene associata l’immagine woodstockiana di un tizio peace&love con i capelli lunghi, vestito da capo a piedi di abiti multicolore dai tessuti rigorosamente eco-bio, che si lava solo con acqua di fonte e dentifricio fatto in casa. I genitori vegani sono tutti anti-vaccinisti e convinti di poter curare qualsiasi malanno con l’omeopatia, perché la malattia è semplicemente un turbamento dello spirito causato da vibrazioni negative. Sia chiaro: esistono vegani che rientrano a pieno in questa descrizione, come esistono onnivori che non si lavano e condividono il proprio odore muschiato sui mezzi pubblici, o si rifiutano di portare i figli dal pediatra. Spesso i vegani sono anche persone spirituali, ed è vero che molti utilizzano cristalli, praticano la meditazione e lo yoga, ma altrettanti vegani sono persone come altre che non hanno davvero nulla di speciale (tipo me). Personalmente, tutti i fricchettoni che ho conosciuto nella mia vita sono degli inguaribili mangiatori di carne.

I vegani sono dei maniaci del salutismo.

Udite udite: esiste il vegan junk food, ed è la cosa più meravigliosa di questo mondo (p.s.: le patatine fritte sono vegane, e anche gli Oreo!).

Il veganismo è una moda da ricchi.

Purtroppo, essendo il veganismo uno stile di vita adottato dalla minoranza (per ora), i pochi locali vegani esistenti cavalcano l’onda dell’esclusività offrendo cibo a prezzi poco onesti. È vero, gli alimenti biologici costano di più, ma non è necessario essere benestanti per essere vegani, anzi! La dieta mediterranea delle origini era quasi completamente vegetale, proprio perché i prodotti di provenienza animale consumavano molte più risorse (e continuano a farlo tutt’ora).

Ora che conoscete anche voi la verità, potrete iniziare a rovinare le cene altrui ogniqualvolta partirà la battuta sui vegani: “Ma veramente i vegani non sono così, devi sapere che…”

Autore: Martina Garancini

Feminist, plant-based, wannabe saviour of the world.

10 pensieri riguardo “9 falsi miti sui vegani da sfatare”

  1. Oh finalmente qualcuno che dice le cose come stanno! Tutti questi pregiudizi sui vegani risultano insopportabili e ne ho sentiti parecchi! “Il veganesimo è una moda da ricchi” è meglio 😂

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  2. Visto che sono vegana ho letto con molto interesse il tuo post e concordo su tutto. Io sono vegetariana da 25 anni e vegana solo da 3. La cosa che mi stupisce è che molte persone chiedano cosa mangiamo! Ci sono così tanti cereali, legumi, verdure che abbinate creano dei piatti buonissimi e grazie al veganesimo ho conosciuto cose che prima non consumavo come la quinoa, il bulgur, la curcuma.

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    1. Grazie del tuo commento Stefania! Anch’io ho scoperto tantissimi alimenti che non conoscevo, inclusi alimenti delle nostre zone che ormai stanno finendo nel dimenticatoio. Non tornerò mai più indietro, mangiare vegan è davvero incredibile e ti apre un mondo.

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  3. Ottimo articolo! Per quanche anno sono stata anch’io inquietata dai vegani, anche perché avevo un paio di amici che facevano proselitismo su FB in ogni momento e lo trovavo egocentrico (oppure la classica scena: entriamo in un locale per fare aperitivo, e il vegano quando non ci siamo ancora accomodati al tavolo sta già annunciando al cameriere: “io sono vegano..”). Però poi ho guardato oltre e non ci trovo nulla di male. Io ogni tanto mangio ancora animali e derivati, e ogni volta mi sento in colpa. Trovo però che essere vegani sia davvero difficile per chi come me è pigro e non ha voglia di sperimentare nuove ricette o andare alla ricerca di ingredienti “esotici” surrogato di quelli animali. Quest’ultimo è l’unico aspetto che mi turba un po’, perché alla fine anche il vegano rischia di mangiare prodotti che pur non animali, arrivano da lontano, o non sono di stagione, e questo nuoce alla sostenibilità… Ci vorrebbe proprio l’orticello! ^_^

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    1. Grazie del commento! 🙂 In realtà essere vegani è facilissimo, e te lo dice una pigrona che non sa cucinare come me! Tantissime ricette 100% italiane sono completamente vegetali, e moltissime altre possono essere “veganizzate” facilmente. Riguardo all’orticello, concordo in toto! Dobbiamo tornare allo “slow food”. 🙂

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  4. A me è capitato diverse volte di avere a che fare con vegani che giudicavano e si sentivano superiori, cosa che sinceramente visto le mie problematiche legate al cibo mi infastidisce non poco… però ovvio che non siano tutti così@

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    1. Hai decisamente incontrato dei vegani fastidiosi! A me è capitato invece di essere “vittima” di gente che voleva addirittura costringermi a mangiare carne (e non ne mangio da un bel po’ perché sono stata vegetariana per 7 anni prima di diventare vegana!). Purtroppo le persone irrispettose esistono in ogni fazione… 😦

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  5. Questo articolo è a dir poco fantastico!!! Lo condividerò con una marea di amiche! Hai dato voce ai miei pensieri! Anche io pensavo male dei vegani, eppure dopo aver scoperto di essere intollerante al lattosio (io e mio figlio) mi sono informata molto ed ho capito che scegliere di seguire l’alimentazione vegana dona salute!!! In pochi mesi che ho iniziato a cucinare vegano per la mia famiglia abbiamo notato cambiamenti incredibili!!! E mi trovo nella difficile situazione di parlarne ad amiche o parenti e non sapere bene come esprimermi, perchè come dici sembra che vogliamo convincerli ad entrare nella “setta” 😉 invece vorrei solo far capire che non lo devono fare per gli animali o per l’ecologia del mondo, ma iniziare con qualche ricetta vegana gli farà solo che bene alla salute! Per questo ho aperto un blog dove pubblico le ricette vegane che sono tutt’altro prive di sapori o sciape, bensì sono molto saporite e anche golose, per farle conoscere al mondo intero sperando di coinvolgere quante più persone possibili 🙂 ! Ancora grazie, e ti stringo la mano compagna di avventura vegana 🙂

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